Etica Mondiale



La società contemporanea si presenta con sempre maggiore evidenza come una società
mondiale e globale, per l'indipendenza positiva e negativa che esiste fra i diversi
continenti nel rapporto tra ricchezza e miseria, produzione e consumo, economia di
mercato e bisogno di espansione del mercato, sottosviluppo e sovrasviluppo. Si deve
perciò considerare la società mondiale, o l'umanità di oggi, come un unico
macroparadigma, dice il prof. Hans Küng, che va letto, interpretato e indirizzato
sulla base di un altrettanto unico e prioritario "sapere orientatore".
Un sapere che trova la sua giustificazione nella ricerca di modelli etici globali
che possano essere fatti proprio dall'uomo del presente, al di là di ogni sua
appartenenza di razza, religione, cultura, condizioni di vita. Questa ricerca di modelli
accomunanti può essere anche la scommessa di un'umanità impegnata per la sua stessa
sopravvivenza, ma è il primo obbligo e dovere di chiunque oggi rappresenti il sapere
religioso: il teologo cristiano, il rabbino, l'ulema musulmano, il monaco buddhista ...
Il paradigma etico deve quindi essere un paradigma ecumenico che non può più accontentarsi
della reciproca tolleranza e nemmeno della, non più rinviabile, reciproca conoscenza:
deve attingere con decisione alle sorgenti della diversità di fede per recuperare quanto
può essere universalmente valido per l'uomo del terzo millennio.
Küng, teologo ecumenico, avvia perciò il suo progetto di etica mondiale considerandolo
un "tentativo provvisorio di analisi storica di svolta e della complessiva costellazione
epocale": l'unico mondo in cui viviamo non ha più bisogno di un'unica religione o di
un'unica ideologia, ha invece bisogno di alcuni valori, norme, ideali e fini vincolanti
e unificanti; e, nell'urgenza, a tutte le religioni e filosofie compete una specialissima
responsabilità nei confronti della pace mondiale.

tratto da "PROGETTO PER UN'ETICA MONDIALE" di Hans Küng - Rizzoli

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